Schiaccio questi sentimenti, mi ci siedo sopra come fossero una valigia traboccante, e aspetto. Non so cosa aspetto. Forse la manna dal cielo. Aspetto che questo turbinio opprimente di materiale non identificato si plachi e si appoggi sul fondo del diaframma, per sempre. Ma prima o poi si risveglierà, ne sono certa.
Amare non è facile. Ci sono persone che impiegano una vita ad aprire il proprio cuore, a farsi volere bene, forse nemmeno per colpa loro, ma a causa di un deficit del carattere.
Mi affligge il problema opposto. Esplodo di emotività. La faccio entrare a forza in qualsiasi momento, intervenire in qualsiasi discussione,e accrescere durante la disperazione.
Dante sosteneva che le lacrime erano il modo per comunicare i propri sentimenti alla donna. Io con le lacrime comunico un'intera vita. Esse sono sempre sull'orlo della palpebra inferiore, bagnano leggermente le ciglia, e basta un nulla perchè saltino nel vuoto, come quelle persone che vincono la paura buttandosi nell'acqua da scogli altissimi.
L'emotività è considerata un pregio, probabili parole di qualcuno che emotivo non è. Dal di fuori viene scambiata con debolezza, che non è esattamente la stessa cosa.
La debolezza è una caratteristica della personalità, è non portare a compimento determinate cose per mancanza di forza. L'emotività è sostanzialmente paura, in tutte le sue sfumature.
Ho paura di un sacco di cose, del futuro in primis. Ho paura di dovermi arrangiare, di lasciarmi dietro qualche persona realmente importante, ho paura della paura. Non so dove mi porterà, e soprattutto a cosa.
Perchè tutto questo? Per il semplice fatto che non mi sono costruita un futuro. A 19 anni, quello che mi importa è passare bene gli esami di febbraio, godermi i concerti e magari riuscire a laurearmi col massimo dei voti.
Non sono particolarmente ambiziosa, e il doverlo essere (per farmi una vita) mi costringe a vivere tutto con più trasporto emotivo.
Col tempo si può imparare tutto. L'importante è volere migliorarsi, perchè non si finisce mai di imparare. E quando credi di avere finito e ti senti la persona più completa di tutte, significa che sei solo all'inizio.
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sabato 10 gennaio 2009
giovedì 1 gennaio 2009
Vaneggiamenti. 1/365
Cambiamento.
Il futuro, c'è?
Mi aspetta?
12 mesi scivolati via tra le dita come sabbia. Radicali cambiamenti dei quali non sento il peso, di alcuni nemmeno il ricordo.
Di uno sì, mi martella la mente prima di addormentarmi e un secondo dopo il risveglio. Un ricordo che si annida tra le mie coperte, davanti ai miei occhi. Un ricordo che è carne, cervello, ma soprattutto cuore, un grandissimo e palpitante cuore. Davanti ai miei occhi si personifica e diventa l'estratto di tutto quell'affetto che ho serbato sotto al seno, in trepidazione, voglioso di esplodere.
Mi basterebbe questo per sentirmi al sicuro, per sempre. L'amore che mi protegge, che mi rende libera, che mi stringe il petto fino a farlo scoppiare.
Ho ostacoli a perdita d'occhio di fronte a me, cime tempestose da scalare. Ma la vita, senza tutto questo, non sarebbe nulla.
Vorrei crescere ancora, acquisire quella sicurezza che non ti impedisce di tentare, fino a sentire la vita che ti scorre nelle vene e non voler morire mai, non abbandonare nessuno, rimanere coi piedi sulla terra per l'eternità.
Come dice qualcuno, essere sognatori significa non voler rinunciare a sognare, e così sono io. Forse troppo persa nei meandri della mia mente, che ai miei occhi fa apparire la realtà intrinseca di sentimenti, di cose non dette, di speranze e di sogni che solo con la mia volontà possono avverarsi.
Auguro a me stessa di trovare la forza. Per tutto.
Il futuro, c'è?
Mi aspetta?
12 mesi scivolati via tra le dita come sabbia. Radicali cambiamenti dei quali non sento il peso, di alcuni nemmeno il ricordo.
Di uno sì, mi martella la mente prima di addormentarmi e un secondo dopo il risveglio. Un ricordo che si annida tra le mie coperte, davanti ai miei occhi. Un ricordo che è carne, cervello, ma soprattutto cuore, un grandissimo e palpitante cuore. Davanti ai miei occhi si personifica e diventa l'estratto di tutto quell'affetto che ho serbato sotto al seno, in trepidazione, voglioso di esplodere.
Mi basterebbe questo per sentirmi al sicuro, per sempre. L'amore che mi protegge, che mi rende libera, che mi stringe il petto fino a farlo scoppiare.
Ho ostacoli a perdita d'occhio di fronte a me, cime tempestose da scalare. Ma la vita, senza tutto questo, non sarebbe nulla.
Vorrei crescere ancora, acquisire quella sicurezza che non ti impedisce di tentare, fino a sentire la vita che ti scorre nelle vene e non voler morire mai, non abbandonare nessuno, rimanere coi piedi sulla terra per l'eternità.
Come dice qualcuno, essere sognatori significa non voler rinunciare a sognare, e così sono io. Forse troppo persa nei meandri della mia mente, che ai miei occhi fa apparire la realtà intrinseca di sentimenti, di cose non dette, di speranze e di sogni che solo con la mia volontà possono avverarsi.
Auguro a me stessa di trovare la forza. Per tutto.
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